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Pellicole biodegradabili per uso alimentare

Nasce la ricerca del CNR per la creazione di un materiale non inquinante. Nonostante continui a crescere l’attenzione…

Nasce la ricerca del CNR per la creazione di un materiale non inquinante.

10/12/2020Nonostante continui a crescere l’attenzione nei confronti della sostenibilità e qualità degli alimenti che consumiamo, permangono delle zone d’ombra su ciò che attualmente li conserva, ovvero gli imballaggi, prevalentemente composti con pellicole derivanti dalla plastica tradizionale.

Per tentare di far luce su questa situazione, i ricercatori del dell’Istituto per i polimeri, compositi e biomateriali (Ipcb) del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) hanno messo a punto una innovativa tecnica di conservazione utilizzata per prolungare la shelf life degli alimenti freschi o “minimally processed”: il Modified Atmosphere Packaging (Map), un metodo che va a modificare la composizione dell’aria che circonda l’alimento permettendo di allungarne la conservazione.

Dal Map è derivato Equilibrium Modified Atmosphere Packaging (Emap), un sistema di conservazione senza il ricorso all’uso di sostanze chimiche che utilizza pellicole traspiranti, trasparenti, che permettono di sigillare gli alimenti evitando la formazione di condensa, attraverso l’impiego di materie prime biodegradabili e amiche dell’ambiente che riescono a coniugare la qualità e la durabilità dei prodotti alimentari con la sostenibilità. 

Il CNR ha effettuato esperimenti su larga scala con il progetto europeo Hortibiopack, ed è ancora in corso la sperimentazione nell’ambito del progetto Biodegrapack del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. I risultati sembrano incoraggianti: il nuovo sistema che impiega una pellicola in acido polilattico offre buone performance sia in termini di prolungamento della shelf life che di biodegradabilità, infatti può essere smaltito con i rifiuti umidi ed entrare nel circuito del compostaggio industriale.

Foto di RikaC da Pixabay 

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