Skip to main content
La nostra energia è certificata 100% EKOenergy
Area Soci | Aderisci a WeForGreen
Innovazione sostenibile Progetti sostenibili

Da alghe a fabbriche di idrogeno, grazie allo zucchero

Si tratta di minuscoli elementi capaci di produrre idrogeno, al posto dell’ossigeno, quando esposti alla luce. Un gruppo…

03/12/2020Si tratta di minuscoli elementi capaci di produrre idrogeno, al posto dell’ossigeno, quando esposti alla luce.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol, al lavoro con i colleghi del cinese Harbin Institute of Technology è riuscito a dimostrare come le cellule delle alghe verdi possono essere trasformate in mini fabbriche di idrogeno verde se compresse in goccioline zuccherate.

Il punto di partenza sono state le alghe verdi unicellulari, organismi fotosintetici che grazie alla luce solare riescono ad assorbire la CO2 e rilasciare ossigeno. Attraverso tecniche di micro ingegneria il team ha intrappolato circa 10.000 cellule algali di clorella in gocce zuccherate, ammassandole assieme per compressione osmotica. 

Questo sorta di seppellimento all’interno delle goccioline determina il crollo dei livelli di ossigeno, attivando nelle cellule enzimi chiamati idrogenasi: speciali proteine che dirottano il normale percorso fotosintetico, inducendo le cellule algali a produrre idrogeno al posto dell’ossigeno.

Grazie a questo metodo, spiegano gli scienziati, si potrebbero creare 250mila mini fabbriche di idrogeno verde a partire da appena un millilitro di acqua e sebbene ancora in una fase iniziale, il lavoro rappresenta un passo avanti verso lo sviluppo di energia verde fotobiologica in condizioni aerobiche naturali. 

Foto di Chokniti Khongchum da Pixabay 

2 risposte a “Da alghe a fabbriche di idrogeno, grazie allo zucchero”

    • Buongiorno Francesco, ci piace il suo entusiasmo! Seguiremo sicuramente gli sviluppi di questa innovativa tecnologia e vi terremo aggiornati. Buona giornata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Progetti sostenibili

L’accumulo di energia? Batterie o sharing

22/05/2014 Secondo una tendenza che si sta sempre più delineando in Italia ed in Europa, per un accumulo domestico dell'energia rinnovabile ci sono due soluzioni: le batterie oppure le cooperative. Due soluzioni apparentemente distanti, ma che hanno un filo comune: la massimizzazione dell'autoconsumo. L'analisi parte dal fatto che il fotovoltaico, tecnologia per l'autoproduzione di energia più diffusa tra i cittadini, produce nelle ore diurne. Ore nelle quali spesso il consumo domestico è basso e per questo buona parte dell'energia prodotta viene immessa in rete e non autoconsumata. Da un campione di impianti domestici, è emerso che il 48% dell'energia prodotta non viene consumata. Spreco? No sicuramente, in quanto viene comunque immessa nel sistema elettrico energia pulita, ma per il proprietario dell'impianto fotovoltaico il beneficio dell'autoproduzione viene meno.

Continua